Stalettì Campione
- Logos Stalettì
- 2 mag 2025
- Tempo di lettura: 5 min
STALETTÌ CAMPIONE
L’ASD Stalettì vince la finale di campionato contro la Kennedy JF. Dopo uno straordinario percorso e la promozione diretta in 2ª categoria, i ragazzi di mister Bocchino si portano a casa la coppa nello spareggio finale, al termine di una partita combattuta. La nostra riflessione sulla fantastica impresa dei biancorossi e sul senso più profondo di questo bellissimo sport.
Sapete qual è la verità?
Il calcio non si spiega.
Si porta dentro.
È una scelta. Una maledetta scelta.
Quando il letto chiama, tu vai ad allenarti.
Quando gli altri escono, tu stringi i denti.
Quando piove, tira vento, fa freddo… tu ci sei. Sempre.
Perché il calcio, quello vero, non ti promette niente.
Non ti paga, non ti regala copertine.
Ti chiede solo una cosa: sacrificarti.
Dare tutto quello che hai, senza sapere se basterà.
E voi l’avete fatto.
Ogni sera, ogni domenica.
Avete messo il cuore sopra ogni scusa, sopra ogni stanchezza, sopra ogni dolore.
Perché il calcio è questo: è appartenere.
È guardare i tuoi compagni negli occhi e sapere che, anche se non sei il più forte, anche se magari stasera hai sbagliato tutto, tu per loro ci sei.
E quando tra vent’anni ripenserete a questi campi, a queste battaglie, a questi abbracci,
non vi ricorderete dei risultati.
Vi ricorderete di come vi siete sentiti: vivi, veri, invincibili.
Oggi, più di un trofeo, avete vinto qualcosa che pochi uomini possono dire di avere:
una squadra. Una famiglia. Una storia da portare nel cuore per sempre.
Per raccontare fino in fondo questa impresa, abbiamo voluto ascoltare le voci di chi l’ha vissuta in prima linea. Ecco cosa ci hanno raccontato Mister Bocchino, il Capitano e il Presidente
Vi riportiamo qui di seguito le domande
Partiamo dal Presidente
Presidente, cosa significa questa vittoria per la società e per il paese?
Questa vittoria rappresenta un traguardo storico per la nostra società e un orgoglio per tutto il Paese. È il frutto di 3 anni di lavoro, passione e dedizione da parte di tutti: dirigenti, staff tecnico, giocatori e tifosi. Abbiamo dimostrato che con serietà, spirito di squadra e visione si possono raggiungere risultati straordinari. Per il Paese, questo successo è un messaggio positivo: testimonia che anche le realtà più piccole, se ben organizzate, possono competere e vincere. È una vittoria che vogliamo condividere con tutti, perché ci ricorda che i sogni, se coltivati con impegno, possono diventare realtà.
Che messaggio vuole mandare ai tifosi che vi hanno sostenuto?
Ai nostri tifosi voglio dire grazie, con tutto il cuore. Siete stati la nostra forza, il nostro dodicesimo uomo in campo. Nei momenti difficili ci avete sostenuto, nei momenti belli avete esaltato ogni vittoria. Questa conquista è anche vostra, perché senza il vostro calore e la vostra passione nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Continuate a crederci, continuate a sognare con noi. Il meglio deve ancora venire…
Proseguiamo con il Mister
Mister, qual è stato il momento chiave di questa stagione?
Beh, li ho impressi nella mente. Personalmente, sono stati due i momenti chiave di questa stagione. Uno nella prima parte del campionato, quando i ragazzi hanno affrontato un periodo di crescita caratteriale e di gruppo. Lì ho capito che qualcosa era cambiato. Quando un gruppo di persone di età diversa riesce ad andare oltre i rapporti extracampo, c’è poco da fare per gli avversari. Da quel momento tutto ha preso un’altra direzione. Da quel momento, l’obiettivo era diventato comune all’interno di quello spogliatoio.
Il secondo è stata la reazione che ho visto negli occhi dei ragazzi dopo la prima e unica sconfitta stagionale. Perdere ha fatto male, inutile negarlo, soprattutto dopo una cavalcata quasi perfetta che ci aveva visti primi per tutto il campionato. Ma è proprio lì che ho visto la vera anima di questa squadra. Nessuno si è abbattuto, nessuno ha cercato scuse. Negli spogliatoi c’era silenzio… ma non era rassegnazione, bensì rabbia buona, fame di rifarsi. Ho visto nei loro occhi la voglia di raggiungere il massimo che questo campionato ci stava prospettando. Quella caduta è stata il punto da cui i ragazzi hanno iniziato ad allenarsi con il triplo della voglia e dell’intensità.
Qual è stato il segreto del successo di quest’anno?
Non credo ci siano segreti per vincere nel mondo del calcio. Quello che questa società ha fatto negli ultimi tre anni è sotto gli occhi di tutti. I ragazzi che, nel corso di queste stagioni, hanno indossato questi colori non si sono mai risparmiati. Questo, a mio parere, è il massimo che un allenatore possa trovare in uno spogliatoio e in una società. E non parlo solo di chi ha giocato di più, ma di ogni singolo componente che ha messo cuore e sudore in ogni allenamento, anche quando non scendeva in campo. Il lavoro, dal mio punto di vista, sta alla base del successo. E questo gruppo non si è mai risparmiato da ottobre in poi. Qualsiasi siano state le condizioni atmosferiche, i ragazzi e la società erano sempre presenti al campo, e tutti hanno contribuito a creare un ambiente sano e competitivo. Per me è stato fondamentale crederci sempre, anche nei momenti più difficili. Ho cercato di trasmettere ai ragazzi la mia fiducia, la voglia di non MOLLARE MAI. Questo successo è frutto di un viaggio condiviso, di sacrifici veri, in cui le decisioni difficili non sono di certo mancate.
Vi aspettavate di concludere in questo modo il campionato e quali sono stati i principali obiettivi fissati a inizio stagione?
Partiamo dai principali obiettivi di questa stagione. Ho accettato questo incarico con la giusta motivazione e con la consapevolezza di poter dare il mio contributo all’interno di questa bellissima realtà. Quello che la società mi ha sempre chiesto è stato semplicemente contribuire alla crescita generale che, in questi anni, si è vista non solo nella squadra ma anche all’interno della nostra comunità. Senza tralasciare, ovviamente, il campo e la voglia che c’era sin dall’inizio dell’anno di poter finalmente centrare, dopo due stagioni, l’obiettivo della promozione in Seconda Categoria. Una volta iniziato il campionato, con ciò che dimostravamo sul campo, la prospettiva finale è cresciuta sempre di più. All’interno dello spogliatoio non ne parlavamo apertamente, ma gli occhi di tutti dicevano tanto. L’obiettivo era chiaramente lì, davanti a noi… fino ad arrivare a domenica 27, quando in campo i ragazzi, la società e tutto lo staff abbiamo dimostrato di meritare pienamente il traguardo finale. Non solo la promozione ottenuta in casa nella penultima giornata di campionato, ma anche la vittoria finale del campionato stesso. Però non è ancora finita, perché i ragazzi si sono regalati un’ulteriore sfida: un’altra partita, un’altra finale. Questa volta saremo in scena domani, al Centro Tecnico Federale di Catanzaro. E proprio qui ci tengo a ringraziare e invitare tutti i tifosi che, nel corso della stagione, ci hanno davvero spinto, supportato e anche criticato in modo costruttivo.
Sarà sicuramente un giorno di festa, e vogliamo continuare così… senza porci limiti, ma continuando insieme a crescere e a non MOLLARE MAI!
Infine ( ma non per importanza) il Capitano Pino Vatrella
Capitano, quando hai guardato negli occhi i tuoi compagni prima dell’ultima partita, cosa hai visto? E cosa hai voluto trasmettere loro come capitano?
Salve, siamo arrivati all’ultima partita con la consapevolezza della nostra forza, guardando in faccia i miei compagni non ho avuto dubbi su quale sarebbe stato il risultato finale, nei loro occhi c'era quella voglia, quella grinta, quella fama di vittoria che alla fine è arrivata!!
Da Capitano ho cercato sempre di trasmettere, prima di ogni cosa il rispetto tra di noi, poi la voglia di sudare, di lottare per il compagno, per la maglia del proprio paese, anche se tante volte ci sono stati alti e bassi, i miei compagni hanno avuto sempre la stessa fiducia in me, sono stati al mio fianco e insieme abbiamo portato a casa questo campionato per me molto importante, per questo li ringrazierò sempre!!!

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