Cosa significa essere giovani in un piccolo paese? E cosa manca davvero ai giovani del nostro paese?
- Logos Stalettì
- 6 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Essere giovani in un piccolo paese significa vivere tra due emozioni contrastanti. Da un lato, c’è la bellezza delle cose semplici, il calore di una comunità dove tutti si conoscono, dove ogni strada ha un ricordo, dove il mare o le colline ti sembrano sempre un po’ più belle di qualsiasi altra parte del mondo. Dall’altro, c’è quella sensazione che non puoi ignorare: la paura di rimanere immobili, di vedere il tempo scorrere senza che nulla cambi, di sentire che per costruire qualcosa devi per forza andare via. Quante volte abbiamo sentito dire che qui non c’è futuro? Che per trovare un’occasione, un’opportunità, una possibilità vera bisogna andarsene? Lo abbiamo sentito dai nostri genitori, dai nostri amici più grandi, da chi ha fatto la valigia e ha lasciato questo posto con la promessa di tornare, ma poi non è più tornato davvero. E quante volte ci siamo chiesti se sia davvero l’unica strada? Il problema non è andarsene. Il problema è non avere scelta. È sentirsi costretti a partire, non perché si vuole, ma perché si deve. Perché nessuno ci ha mai dato un’alternativa. Ma se questa alternativa la si potesse costruire? Per troppo tempo ci siamo detti che qui non cambia mai nulla. Eppure, qualcosa sta cambiando davvero. A Stalettì si stanno gettando le basi per la Consulta Giovanile, uno spazio dove noi giovani possiamo finalmente far sentire la nostra voce. Non sarà solo un’assemblea. Bensì un punto di partenza, un’occasione concreta per proporre, per creare, per provare a costruire qualcosa che renda questo paese più vivo, più nostro. Perché un paese in cui i giovani partecipano è un paese che guarda avanti. Perché un paese che offre ai giovani l’occasione di proporre e creare è un paese che crede nel suo futuro. E allora iniziamo a pensare.
Ci sono cose che possiamo proporre, insieme:
• Organizzare eventi culturali, artistici e musicali, creare occasioni di incontro e di crescita.
• Valorizzare il nostro territorio, con escursioni, trekking, visite guidate che ci facciano riscoprire la bellezza che spesso diamo per scontata.
• Riqualificare spazi inutilizzati, trasformandoli in luoghi vivi, in punti di ritrovo, di confronto, di cultura.
• Favorire percorsi di orientamento per il mondo del lavoro, con incontri, esperienze e opportunità che ci permettano di costruire il nostro futuro con maggiore consapevolezza.
• Pensare a spazi per i giovani, come un pub o un luogo di ritrovo serale, un ambiente dove stare insieme, dove ascoltare musica, di socialità e svago.
Queste sono solo alcune idee, a cui noi abbiamo pensato. Le prime di tante.
Questa volta, la scelta è nostra.
Adesso tocca a noi. Iniziamo.
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