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Dalla Consulta di Stalettì alle nuove forme di partecipazione giovanile

La politica, spesso, commette un errore: si chiude nei palazzi del potere e diventa un affare per pochi, qualcosa di distante, riservata a chi ha esperienza, a chi “sa come funzionano le cose”. Ai giovani viene detto di aspettare il loro turno, di crescere, di formarsi prima di poter contare davvero. Ma il cambiamento non aspetta. E chi non partecipa, non decide. Cosa accade quando si prova a scardinare questo sistema? È quello che sta accadendo a Stalettì. La Consulta Comunale e la nascente Consulta Giovanile rappresentano un nuovo modello di partecipazione: un’opportunità concreta per trasformare l’energia e le idee dei giovani in azione. Non più spettatori, ma protagonisti. Ma un’istituzione giovanile non si regge da sola. Serve partecipazione attiva, visione, coraggio di mettersi in gioco. Chi sceglie di farne parte non lo fa per occupare una sedia, ma per costruire qualcosa che prima non c’era. Un organismo giovane cresce e si rafforza solo se chi ne fa parte è disposto a lavorare, discutere, proporre, confrontarsi. Se funziona, è perché i giovani la rendono viva. Se fallisce, è perché i giovani non ci credono. La Consulta Giovanile non deve essere una semplice appendice della politica tradizionale, ma un laboratorio di idee, un motore di cambiamento, una voce indipendente capace di farsi ascoltare. Il coraggio di innovare è ciò che distingue una semplice istituzione formale da uno strumento reale di trasformazione. Se i giovani che ne fanno parte si accontentano di un ruolo marginale, la Consulta resterà solo un nome. Ma se scelgono di pensare in grande, di proporre idee ambiziose, allora diventerà qualcosa di molto più grande. Non si tratta di ottenere uno spazio simbolico, ma di trasformarlo in un centro di iniziativa reale. Ci sono comuni in cui la partecipazione giovanile è ancora un’illusione, dove la politica è fatta sempre dagli stessi nomi, dove ai giovani viene concesso solo un ruolo marginale. Ma Stalettì può dimostrare che un’altra strada è possibile. Se qui la Consulta funziona, può diventare un modello per altri comuni. Dimostrare che coinvolgere i giovani non è solo uno slogan, ma una scelta vincente. I giovani non sono il futuro. Sono il presente. Non fare l’errore di pensare che la politica non ti riguarda. Tutto è politica. La politica è ovunque. Ogni decisione presa oggi avrà conseguenze sul tuo domani, sul paese in cui vivi, sulle opportunità che avrai. Chi sceglie di non partecipare, lascia che siano gli altri a decidere per lui. Questa Consulta è il tuo spazio. È la tua occasione per fare la differenza.

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