Il valore dell'8 Marzo: intervista al consigliere con delega alle Politiche Sociali, Dott.ssa Valentina Lombardo
- Logos Stalettì
- 7 mar
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Secondo lei, qual è il valore più importante dell’8 Marzo, e perché?
L' 8 marzo è riconosciuto ufficialmente come Giornata internazionale della donna, una definizione che vuole sottolinearne gli aspetti sociali a scapito di quelli meramente mondani. Tale giornata è stata istituita per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte dalle donne, ma anche le discriminazioni di cui sono state e sono ancora oggetto nel mondo. E’ una data simbolo nella storia dell’emancipazione femminile, un invito a riflettere non solo sulle conquiste raggiunte ma anche sui punti di criticità ancora presenti. In un momento storico in cui, lungi dall’affermazione di una raggiunta parità, soprattutto sul piano sostanziale, è chiaro che le leggi da sole non bastano, e, pertanto, servono interventi trasformativi anche sul piano culturale: occorre fornire alle nuove generazioni, sin dalla più giovane età , strumenti utili a rimuovere quei pregiudizi e quegli stereotipi radicati nella società e a sostenere, finalmente, le donne nei loro percorsi di carriera. Credo, tuttavia, che si stia assistendo ad una involuzione se solo si pensi, ad esempio, al diritto all’aborto e all’emendamento inserito nel decreto del Pnrr che prevede la possibilità per le Regioni di «avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità» ovvero l’apertura dei consultori alle associazioni pro life al fine, a mio avviso, di condizionare e quindi comprimere il diritto all’aborto della donna che si rivolge al consultorio. Si pensi poi alle donne e al mondo del lavoro. Di qualche anno fa le affermazioni infelici di una nota imprenditrice che ha dichiarato di assumere donne solo over 40 perché “se dovevano sposarsi, si sono già sposate, se dovevano fare figli li hanno già fatti”. Questa è solo l’ennesima dimostrazione di come ancora in Italia le donne siano costrette a scegliere tra famiglia e carriera o, in caso contrario, a fare sacrifici enormi.
2. C’è una figura femminile, storica o contemporanea, che l’ha ispirata particolarmente nel suo percorso e l’ha motivata a impegnarsi politicamente su queste tematiche?
Molte le donne impegnate politicamente, non solo a livello nazionale, hanno ispirato il mio percorso ma vorrei oggi più che mai valorizzare ed esaltare il lavoro l’impegno la dedizione e il coraggio di giovani donne che vivono ed arricchiscono la nostra realtà locale. E' il caso di Debora Rizzo, vice presidente dell’associazione “Buona Vita”, che il 3 marzo ha ottenuto nella Sala della Regina della Camera dei deputati dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, il riconoscimento di Donna Coraggiosa 2025. L’evento, promosso dalla Rete Civica delle Donne ODV, ha celebrato donne che si sono distinte in vari ambiti, solidarietà, sociale, sport, difesa, ricerca, associazionismo. Debora, volontaria che da sempre si prende cura degli animali randagi e disabili, restituendo loro amore e serenità, ha preso parte ad una missione umanitario sul confine turco siriano a inizio dicembre 2024 per portare aiuti e amore ai bambini colpiti dalla guerra. Poi c’è Azzurra Di Lorenzo, giovane imprenditrice calabrese che dopo aver studiato a Milano, e chi come lei ha vissuto quest’esperienza sa cosa significhi sia in termini di sacrifici economici che di distanza dagli affetti più cari ma, nonostante ciò, con la sua determinazione ha inaugurato il suo primo atelier lì proprio a Milano, ha fatto una scelta che io definisco ‘coraggiosa’, in netta controtendenza, decide di tornare giù in Calabria e di investire nella sua terra che sappiamo bene essere una terra ‘difficile’. Ecco questi sono gli esempi di donna a cui dobbiamo mirare.
3. Da amministratrice quali sono le iniziative che sta portando avanti per garantire maggiore sicurezza e supporto alle donne nel territorio?
Ho inteso promuovere azioni ed interventi finalizzati a rafforzare la governance territoriale delle azioni volte alla prevenzione ed al contrasto della violenza di genere fornendo uno strumento idoneo e quanto più possibile “discreto” in favore delle donne e dei loro figli minori ovvero attraverso l’apertura di uno sportello di ascolto che, previo ottenimento
dell’autorizzazione prefettizia, verrà intitolato a Loredana Scalone, la nostra cittadina che il 23 novembre 2020 è stata uccisa dal suo ex Sergio Giana. Lo sportello verrà gestito dall’associazione “Attivamente Coinvolte” APS, centro antiviolenza.
4. Si parla spesso di prevenzione, sottolineando l’importanza di fornire strumenti di aiuto immediato a chi ne ha bisogno. Sono stati attivati o potenziati servizi di pronto intervento per le donne in pericolo? E ritiene che siano efficaci nel garantire un supporto tempestivo?
Come dicevo poc’anzi, verrà attivato uno sportello di ascolto dedicato alle donne vittima di violenza e ai loro figli minori. Ci si è premurati, inoltre, di sottoscrivere non appena insediati diversi protocolli di rete con i CAV, il 6 giugno 2023 abbiamo sottoscritto il protocollo d’intensa con il centro antiviolenza “Attivamente Coinvolte”, il 28 novembre 2023 il protocollo di rete - progetto “Uniti contro la Violenza” presentato da Fondazione Città Solidale e il 24 maggio 2024 il protocollo di rete – Progetto “Donne in cammino” con Fondazione Città Solidale. In data 2 febbraio 2024 si era riunito, poi, presso la sede comunale di Stalettì, il secondo tavolo di concertazione, indetto da Fondazione Città Solidale. Scopo principale del tavolo una puntuale elaborazione ed applicazione di "buone prassi", quale raccolta di azioni che possano costituire un riferimento o essere utilizzate per rendere più efficienti i servizi rivolti alle donne vittime di violenza, che sono state prontamente divulgate.
5. Quanto è importante, secondo lei, sensibilizzare gli uomini su queste tematiche per prevenire la violenza? Sono previste iniziative mirate in questo senso?
E' mia convinzione tenere alta l'attenzione e cercare di sensibilizzare uomini e donne, in ogni fascia di età, sul tema della violenza di genere
che, purtroppo, ancora oggi è determinato da fattori socio-culturali. E, giacché, l’identificazione nei ruoli maschili e femminili è un processo che comincia nella primissima infanzia, ho creduto fosse necessario “fare rete” con le diverse istituzioni presenti sul territorio ed in particolar modo con la scuola che ha un ruolo fondamentale ovvero aiutare i bambini ad assimilare concetti come l’uguaglianza nella diversità, il valore dell’indipendenza economica, la libertà di espressione. Due diversi appuntamenti organizzati assieme a “Fondazione Città Solidale” hanno rappresentato un'occasione per invitare alunni ed alunne, studenti e studentesse a momenti di riflessione e discussione.
Due i convegni, “I mille volti della violenza di genere” e “Ti meriti un amore”, rivolti all’intera comunità ma devo evidenziare, mio malgrado, una scarsa partecipazione in generale, e degli uomini, in particolar modo, alle iniziative portate avanti fino ad ora, atteggiamento che si presta a diverse chiavi di lettura, in primis perché è un fenomeno troppo spesso sottovalutato e si pensa che non ci possa toccare mai da vicino.
6. In cosa consiste esattamente lo stage di auto-difesa? E cosa vorreste che i partecipanti si portino a casa da questa esperienza?
Lo stage gratuito di difesa personale femminile dal titolo “Non più [in]difesa” si svolgerà presso l’androne dell’Istituto scolastico di Stalettì giorno otto marzo dalle ore 16:00 alle ore 19:00 ed è rivolto a tutte le donne di tutte le fasce di età anche non residenti. L’obiettivo non è certamente quello di trasformare le partecipanti in Cinture Nere, ma offrire una serie di nozioni basilari di comportamento prudente, di possibili azioni preventive di autotutela, e infine sì, anche delle tecniche base di difesa personale pratica, che nel malaugurato caso di situazione di pericolo consentano loro di trovare una via di fuga e mettersi al riparo il più velocemente possibile. Lo stage di autodifesa, pertanto, consentirà di acquisire non solo abilità pratiche di sicurezza ma rappresenterà anche un momento di empowerment che spero possa rendere ogni donna più consapevole e sicura di sé, contribuendo, inoltre, a creare un importante contesto di socializzazione. Questo rappresenta anche un modo per dire basta alle campagne pubblicitarie fine a sé stesse e puntare su azioni concrete.
Infine, mi rivolgo a tutte le donne vittima di violenza:SE SEI VITTIMA DI VIOLENZA O STALKING CHIAMA IL NUMERO 1522
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