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Intervista di Carnevale, risponde alle domande Silvano Placanica (Presidente associazione Enjoy it)

  1. Qual è il processo creativo dietro la realizzazione dei carri? E quali sono le novità di quest’anno?


Cerchiamo di realizzare i carri allegorici seguendo la tradizione di un tempo, utilizzando materiali semplici e di recupero. Prestiamo molta attenzione a ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale, impiegando carta riciclata, legno, ferro e altri materiali sostenibili.


  1. Il carnevale di Stalettì ha una lunga tradizione. Ci sono carri allegorici caratteristici? E secondo lei quale carro rappresenta al meglio lo spirito del carnevale a Stalettì?


Il primo Carnevale risale agli inizi degli anni '80. Non avevamo mai pianificato la realizzazione di carri caratteristici; le nostre scelte sono sempre nate spontaneamente, seguendo l’ispirazione del momento.


  1.  ⁠Quali carri e quali maschere ha preferito rappresentare negli anni? 


Realizzare qualsiasi tipo di carro è un’esperienza emozionante, frutto di idee e progetti accurati. Dietro ognuno di essi ci sono impegno e sacrifici, ma i più belli e divertenti sono senza dubbio quelli satirici. Riescono a strappare tante risate, sempre nello spirito goliardico del Carnevale


  1. Nel suo lavoro avrà vissuto tante edizioni del Carnevale. C’è un episodio curioso o un imprevisto dietro le quinte che ricorda con particolare divertimento?


Il mio primo Carnevale risale al 1982. Ho portato da Pontegrande, mio luogo natìo, l’idea di realizzare il Carnevale anche a Stalettì. I primi anni sono stati i più belli, ricchi di entusiasmo e condivisione. Tra i tanti episodi curiosi, ciò che mi è rimasto più impresso è l’amicizia, le risate, l’unione che ci legava e, oggi, un pizzico di nostalgia per quei tempi indimenticabili.


  1. ⁠ Dopo anni di stop, il carnevale è tornato e siamo già alla seconda edizione. Qual è stata la scintilla che ha portato a riprendere questa tradizione? Ha notato un cambiamento rispetto agli anni passati?


Con il passare degli anni, tra lavoro e famiglia, molti di noi non hanno più potuto partecipare come un tempo. Ma la nostalgia per quei momenti indimenticabili mi ha fatto scattare la scintilla, e insieme a qualche amico abbiamo deciso di riprovarci. Ovviamente, lo stiamo facendo in una forma ridotta rispetto al passato, perché le forze e la collaborazione non sono più quelle di una volta. Purtroppo, c’è stato un cambiamento in negativo: i giovani sembrano sempre meno attratti da queste tradizioni. Nonostante i vari inviti, siamo stati davvero in pochi a lavorare alla realizzazione dei carri allegorici. È un peccato, perché il Carnevale è un patrimonio di tutti, e senza il coinvolgimento delle nuove generazioni rischia di perdersi. Sta a loro decidere se lasciare che si spenga o rimboccarsi le maniche per tenerlo in vita.


  1. Qual è la cosa che più vi rende orgogliosi del Carnevale e del lavoro svolto con la Comunità?


Più che orgoglio, parlerei di gioia. La gioia di condividere momenti spensierati con vecchi amici e con i ragazzi che hanno scelto di trascorrere qualche pomeriggio con noi. Sapere che una tradizione come quella dei carri allegorici riesce ancora ad attirare qualcuno fa ben sperare per il futuro. E poi, ultimo ma non meno importante, vale sempre la pena impegnarsi, anche con sacrifici. Perché basta vedere i sorrisi dei bambini durante la giornata di festa per capire che ogni sforzo è ripagato.


  1. Qual è il suo augurio per il futuro del carnevale di Stalettì?


Il mio augurio è che sempre più giovani si avvicinino con interesse all’arte della cartapesta, perché dietro c’è molto più di quanto si possa immaginare. Si creano legami di amicizia, si condivide un’esperienza unica e, soprattutto, ci si disintossica da una vita ormai troppo legata ai social e agli schermi. Spero in una maggiore adesione in futuro. Le nostre porte sono aperte a tutti, anche a chi vuole semplicemente passare qualche ora in compagnia e scambiare due chiacchiere davanti a un caffè. Ora siamo in pochi, ma confidiamo di diventare sempre di più, così da poter realizzare nuovi progetti per la nostra comunità e mantenere viva questa splendida tradizione.


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